I profetici "allarmismi" della Fiom Cgil: il "paziente FCA" non gode più di ottima salute - Orticalab . Speaking News .

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Luigi Salvati

Preoccupazione sul futuro dei propulsori diesel, nuovo fermo produttivo in vista del periodo natalizio, possibile ricorso a nuovi ammortizzatori sociali e incertezza per quello che riguarda il Piano Industriale. Magari, ancora una volta saranno accusati di "allarmismo" sta di fatto che mentre per Fim Cisl, Uilm, Ugl Metalmeccanici e Fismic non ci sono particolari argomenti per essere preoccupati la Fiom Cgil è di tutt’altro avviso e torna a sollevare nuove questioni relative al futuro dello stabilimento FCA di Pratola Serra.

Volantinaggio prenatalizio per le Rsa di stabilimento che hanno distribuito ai propri colleghi una lunga nota in cui manifestano il loro pensiero e li mettono in guardia rispetto a quello che presto potrebbe accadere. Una lunga lettera che si conclude con l’appello finale all’azienda a cui si chiede un «immediato cambio di rotta» e un maggiore coinvolgimento dei lavoratori nelle scelte decisionali

Non manca la stoccata alle altre sigle sindacali. «Come ogni anno - si legge - anche quest’anno non si è fatto attendere il pacco regalo pieno di sorprese per i lavoratori della FCA. Apprendiamo, infatti, dagli striminziti comunicati affissi nelle bacheche aziendali da parte dei firmatari che il "paziente FCA" gode di ottima salute e che la diagnosi presentata dalla FIOM è solo frutto del solito "allarmismo". Tuttavia, in un momento di lucidità, anch’essi lasciano trapelare qualche piccola preoccupazione sul futuro dei propulsori diesel, produzione predominante nello stabilimento di Pratola Serra. Ci verrebbe da dire "Bentornati tra noi!!!"».

Stando a quanto riferisce la Fiom, tuttavia, alle preoccupazioni che sarebbero anche delle altre sigle, non seguono i fatti visto che «i firmatari - si legge ancora nella nota - attraverso l’esame congiunto hanno condiviso con l’azienda un periodo di fermo produttivo coincidente con le festività di high-quality anno e con alcuni lunedì, coperti con i PAR dei lavoratori, compresi quelli non ancora maturati del 2018».

Decisione prese sulla pelle dei lavoratori senza coinvolgere gli stessi nella discussione. Il tutto con un piano industriale per lo stabilimento ancora sconosciuto e con la possibilità di aprire l’azienda a nuovi periodi di cassa integrazione. «In uno stabilimento dove persiste l’insicurezza lavorativa da un decennio - continua la nota - non ci si può accontentare di valutazioni così superficiali concordate da una parte del sindacato e azienda, escludendo i lavoratori dalla discussione».

In questo modo, secondo la Fiom Cgil si è finito per creare addirittura quattro stabilimenti in uno: ci sono i lavoratori sui 18 turni, che non vengono interpellati e vivono una condizione di preoccupante incertezza. Ci sono i manutentori la cui turnistica su cui girano non è ancora ben chiara. Ci sono poi i lavoratori sui 15 turni con il "riposo" del lunedì. E infine ci sono i lavoratori sui 15 turni che non "riposano" il lunedì.

«Non crediamo che questo modello di relazioni possa portare dei benefici lavorativi al nostro stabilimento - termina la nota - una discussione sul "sentito dire" senza avere dati e informazioni corrette non porta molto lontano. Per questo la Fiom, che è molto preoccupata per tanta approssimazione, chiede un immediato cambio di rotta. Vogliamo conoscere il piano industriale che FCA ha in mente per Pratola Serra. Non ci lasciamo offuscare la vista dal "fumo" (nebulizzazione problematica presente non ancora risolta completamente) proveniente dalle rassicurazioni a orologeria dei firmatari. C’è poco da fidarsi».